Gioire per i progressi anche piccoli di ciascuna delle mamme e dei bambini in comunità. È quanto ha sperimentato Carlotta nel suo anno di Servizio Civile, ormai giunto a conclusione, tra fatiche ed emozioni, come racconta in questa intervista.

Carlotta Trevisan all’Arché Live 2021

Carlotta, ultimo giorno di Servizio Civile ad Arché. Cosa ti mancherà di più nei prossimi giorni della tua quotidianità a Casa Carla?

Carlotta: Ciò che più mi mancherà della quotidianità di Casa Carla sarà sicuramente la compagnia. Dopo un anno passato nello stesso posto con più o meno sempre le stesse persone, la loro mancanza sarà dura da affrontare. Il mio rapporto con le mamme e i bambini, soprattutto negli ultimi mesi, si è consolidato creando una connessione che difficilmente si può trovare in altri ambienti.

Eri impegnata in una comunità mamma-bambino. Quali erano le tue mansioni quotidiane? Cosa ti porti a casa da questa esperienza?

C: Le mie mansioni erano varie: dalla cura degli spazi alla cura dei bambini come ad esempio il cambio pannolino, l’aiuto nel gioco e la mediazione tra gli stessi. La comunità mamma-bambino mi ha permesso di conoscere tante fasi della crescita e

la delicatezza che sta alla base della relazione più forte che ci sia.

Non avrei mai pensato di poter gioire nell’assistere ai progressi, anche i più piccoli, di ognuno di loro. Scontrarsi con le problematiche ed imparare a gestirle non è stato semplice, ma il costante supporto che ho ricevuto da parte degli educatori e delle educatrici lo ha reso possibile.

Carlotta un anno fa, Carlotta oggi. Come ti ha cambiato, se lo ha fatto, l’esperienza del Servizio Civile?

C: Questo anno di Servizio Civile è stato per me un percorso di crescita personale importantissimo che mi ha permesso di mettermi alla prova e acquisire una maggiore consapevolezza di me e delle mie capacità. Interfacciarmi con una realtà così diversa dalla mia mi ha aiutata anche nella gestione dei rapporti interpersonali, aprendomi più facilmente all’ascolto, al dialogo e al consiglio quando richiesto.

C’è un episodio che ricordi col sorriso di quanto accaduto quest’anno?

C: Scegliere un momento particolare mi risulta difficile, perché in modo diverso, ogni giorno merita di essere ricordato.  Posso elencarne un po’. La nascita di un bimbo e vederlo crescere è stata un’emozione fortissima, impossibile da descrivere a chi non c’era. Il mio primo giorno, alle prese con quattro bambini piccoli senza aver avuto ancora il tempo di imparare i loro nomi. Il primo cambio pannolino, però questa ve l’ho già raccontata. Ma sono i gesti quotidiani quelli che ricorderò con più affetto: sedersi a tavola per cenare insieme, scherzare sulla qualunque e salutare tutti con leggerezza avendo la certezza di rivederli il giorno dopo.

Ora ci sono le vacanze estive. Sei già pronta?

C: Le vacanze estive per me sono ancora un miraggio, prima c’è da pensare alla sessione.