La sede di Roma, a chiusura del lavoro con gli adolescenti sulla capacità di prendere decisioni consapevoli e coerenti, ha accolto l’invito alla Conferenza Internazionale organizzata dalla Fundacion Lucia, associazione spagnola che, come Arché, si occupa di giovani sieropositivi.
Cento ragazzi, tutti sieropositivi, provenienti da 11 differenti paesi europei hanno avuto modo di confrontarsi sui temi legati alla loro situazione. E le attività di stimolo non sono mancate.

Attraverso l’ideazione e la realizzazione di graffiti, hanno comunicato le loro emozioni e i loro bisogni, il loro modo di vivere la sieropositività.
Hanno esercitato la propria capacità di esprimere dissenso in maniera chiara, ma non aggressiva. Come? Attraverso la rappresentazione teatrale: sono state interpretate situazioni in cui i ragazzi potrebbero essere coinvolti e gli spettatori, di fronte ad azioni non condivise, hanno avuto la possibilità di interrompere la scena ed esporre il proprio dissenso.
Giorno per giorno, i diversi gruppi di ragazzi si sono cimentati in tante altre attività affrontando e illustrando agli altri i propri problemi, le proprie speranze, le proprie frustrazioni.