Dopo le passate edizioni di Buenos Aires, Parigi, Rio De Janeiro, Sydney e Città del Capo è la volta di Roma dal 17 al 20 luglio 2011. E’ stata inaugurata domenica la sesta conferenza mondiale dello IAS la più grande associazione indipendente di esperti su HIV e AIDS. In questi giorni si delineeranno i progressi legati allo sviluppo della ricerca nelle infezioni da HIV, nella prevenzione biomedica e nella cura clinica, ovvero le più recenti intuizioni in grado di dettare nuove direzioni nella ricerca e di favorire la traduzione dei progressi teorici in pratiche cliniche.

Prenderanno la parola tra gli altri i più autorevoli medici e ricercatori di tutto il mondo: il Dott. Nabel (Stati Uniti), l’italiano Giovanni Di Pierri docente di malattie infettive all’Università di Torino, il Professor Shattock (Gran Bretagna), l’australiana Susan Kippax che terrà un intervento dal titolo Le barriere sociali che ostacolano un’efficace prevenzione. E ancora Philippa Musoke, pediatra ugandese parlerà della cura di mamme e bambini in relazione agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
Lo IAS 2011 è dunque un appuntamento prestigioso di confronto scientifico e di aggiornamento professionale. Un momento d’incontro tra le più alte istituzioni e i ricercatori, ma anche tra cittadini comuni, i giovani, i volontari, le aziende. Tutti accomunati dallo stesso obiettivo: liberare il mondo dall’AIDS.

Il 12 luglio, in preparazione allo IAS si è tenuto, presso l’Istituto Superiore di sanità, il convegno dal titolo 1981-2011 30 anni di pandemia AIDS. L’infezione da HIV è ancora una priorità per il nostro Paese? In questa occasione è stata presentata la Dichiarazione di Roma sull’HIV e AIDS, un documento lanciato dal Forum della Società Civile Italiana per richiamare l’attenzione e l’impegno delle istituzioni italiane sulla tematica dell’HIV che in questo momento à assolutamente inadempiente per via degli impegni internazionali disattesi.